venerdì 6 giugno 2014

Stufa a legna

"Davanti al caminetto, una piccola stufa, mal alimentata, dimenticata, si era spenta." (p. 203)


Illuminazione a gas

"[...] l'appartamento del vecchio palazzo, in fondo al buio pozzo del cortile, era terribilmente malinconico. Il gas ardeva in una penombra color fango." (p. 194)

"Erano appena le quattro e Dejoie aveva già acceso le lampade, talmente scendeva in fretta la notte, sotto il cupo e ostinato imperversare della pioggia." (p. 201)


Accensione di un lampione a gas, 1953.

Il cannone di Krupp 

"Colpi di cannone rimbombavano continuamente agli Invalides, mentre i visitatori si affollavano all'Esposizione, entusiasmandosi davanti ai cannoni di Krupp, cupi ed enormi, che la Germania aveva esposto." (p. 184)

All' Hôtel des Invalides, storico museo militare francese e già allora sede della tomba di Napoleone, era esposto il cannone fabbricato dal tedesco Alfred Krupp, proveniente da una delle famiglie più celebri nel campo dell'artiglieria pesante, nel 1847. 
Questa invenzione aveva causato un grande scalpore nel mondo dell'ingegneria dell'epoca poiché il cannone, che pesava 50 tonnellate, era in grado di sparare granate di 450 kg con gittate fino a quel momento inimmaginabili.

Cannone Krupp - Parigi 1867
Il cannone di Krupp all'Esposizione Universale francese del 1867. 

Lo sfruttamento delle miniere

"[...]la Banca universale avrebbe preso sotto il suo patrocinio la società francese delle miniere d'argento del Carmelo, costituita col capitale di venti milioni. Analisi chimiche avevano segnalato, nei campioni di minerali di quei terreni, una notevole porzione d'argento."  (p. 126)

"[...] si dilungava nel dipingere un vivido quadro del solitario burrone del Carmelo, dove la miniera d'argento era in pieno sfruttamento." (p. 163)

Scorcio del monte Carmelo


Creazione dei lingotti

"Nel sottosuolo spoglio, perennemente illuminato da grandi fiamme di gas, i due fonditori vuotavano con la pala casse foderate di zinco, piene, quel giorno, di monete spagnole che gettavano nel crogiolo, sul grande fornello quadrato. Il calore era forte, e bisognava parlare ad alta voce per sentirsi, in mezzo a quella musica d'armonica che vibrava sotto la bassa volta. Lingotti e mattonelle d'oro, di un vivido sfolgorio di metallo nuovo, erano allineati sul tavolo del saggiatore, che ne stabiliva i titoli." (pp. 87-88)


venerdì 30 maggio 2014

Il piroscafo


"Il primo bilancio della Compagnia generale dei piroscafi riuniti si annunciava ottimo, i nuovi trasporti a vapore realizzavano grossi guadagni, grazie alla perfetta istallazione e alla grande velocità" (p. 163)

Il piroscafo fu inventato nell'Ottocento e consisteva in un normale battello mosso però dal famoso apparato motore inventato da James Watt (da qui i termini "nave a vapore" o "vaporetto").
Il primo piroscafo venne realizzato negli Stati Uniti da Robert Fulton nel 1807, ma venne distrutto da alcuni barcaioli che temevano di perdere il lavoro (evento molto simile alle rivolte luddiste in Inghilterra).
Veniva inizialmente utilizzato nella navigazione in acqua interne per la difficoltà e i pericoli di portare grandi quantitativi di carbone a bordo di imbarcazioni medie.
Proprio per questo alcune compagnie (come quella in cui collabora Saccard) presero possesso di punti costieri che utilizzarono come scali per il carbone, rendendo quindi possibili i viaggi transoceanici.
I primi piroscafi avevano scafi in legno che non assorbivano le vibrazioni della macchina, quindi vennero ideati scafi in ferro che, insieme alla diffusione degli scali per i rifornimenti, permisero a questi nuovi mezzi di diffondersi rapidamente nella prima metà dell'Ottocento.
Dopo l'apertura del Canale di Suez (1869) i mari erano solcati da più navi a vapore che da velieri (unico mezzo di trasporto per lunghe distanze fino a qualche decennio prima).

Garibaldi e i Mille viaggiarono su un piroscafo nel viaggio che da Quarto (GE) li porterà a Marsala (TP) nel 1860.


Locomotiva a vapore

"[...] simile a una locomotiva, inzeppata di carbone, lanciata a folle velocità su rotaie diaboliche, finché, dopo un ultimo cozzo, sarebbe scoppiata e saltata in aria." (pp. 158-159)

Le prime locomotive a vapore compaiono in Inghilterra, patria della rivoluzione industriale nell'Ottocento.
Fu inizialmente ideata per permettere il trasporto di carrelli e attrezzature all'interno delle miniere, che precedentemente venivano trainati da un cavallo.


Il principio su cui si basava era la combustione di carbone all'interno di una caldaia apposita.
Il vapore prodotto veniva poi sfruttato per l'azionamento di una coppia di cilindri motori collegati alla (unica) ruota motrice.
In seguito vennero utilizzate per il trasporto dei passeggeri sulle prime strade ferrate d'Europa, ingrandendo il diametro  delle ruote per ridurre il numero di giri e aumentare la velocità del mezzo.